Concordato preventivo biennale: le regole operative nella circolare 18/E
di LexUp
Un nuovo strumento di compliance per i piccoli contribuenti
La circolare n. 18/E del 17 settembre 2024 dell'Agenzia delle Entrate rappresenta il primo, organico intervento interpretativo sull'istituto del Concordato Preventivo Biennale (CPB), previsto dal d.lgs. n. 13/2024 e modificato dal successivo d.lgs. n. 108/2024. L'obiettivo è promuovere l'adempimento spontaneo, offrendo ai contribuenti di minori dimensioni la possibilità di definire in anticipo, per un biennio, il proprio reddito o valore della produzione netta, evitando i rischi di accertamento.
Platea dei destinatari e condizioni per l'accesso
Possono accedere al CPB i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) o che aderiscono al regime forfetario, purché in possesso di specifici requisiti. Le condizioni ostative si articolano in tre gruppi: debiti tributari o contributivi superiori a 5.000 euro non sanati, mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali, condanne penali gravi. Ulteriori limitazioni riguardano l'esercizio di attività parzialmente esenti o operazioni straordinarie.
Adesione e proposta: tempi e modalità
Per il 2024, la proposta può essere accettata entro il 31 ottobre, in linea con il termine della dichiarazione dei redditi. Il contribuente riceve una proposta precompilata dall'Agenzia delle Entrate, elaborata tramite software dedicato, sulla base dei dati dichiarati e delle metodologie approvate con decreti ministeriali distinti per ISA e forfetari. L'adesione comporta l'obbligo di dichiarare e versare quanto concordato per gli anni 2024 e 2025.
Effetti e benefici derivanti dal CPB
L'adesione al CPB comporta vantaggi significativi: l'esclusione dagli accertamenti analitici e presuntivi per i periodi interessati e, per i soggetti ISA, il riconoscimento dei benefici premiali previsti dalla normativa, tra cui l'esonero dal visto di conformità per compensazioni e rimborsi IVA, l'esclusione da alcune presunzioni accertative, e la riduzione dei termini di decadenza per gli accertamenti.
Cause di cessazione e decadenza
La circolare elenca con chiarezza le ipotesi che determinano la cessazione degli effetti del CPB, come la modifica dell'attività, eventi eccezionali che incidono sul reddito concordato oltre il 30%, passaggio al regime forfettario (per soggetti ISA), operazioni straordinarie o superamento di soglie di ricavi. La decadenza può invece avvenire per comportamenti scorretti del contribuente, quali l'omissione di versamenti concordati, la comunicazione di dati inesatti, violazioni gravi o dichiarazioni mendaci.
Concordato per i soggetti ISA e forfetari: differenze operative
Il CPB si applica con modalità differenti a seconda del regime fiscale del contribuente. Per i soggetti ISA, l'accordo riguarda il reddito di lavoro autonomo o d'impresa e il valore della produzione netta IRAP, esclusi elementi straordinari. Per i forfetari, l'adesione è sperimentale e limitata al solo anno 2024, con calcoli semplificati e criteri adattati alla natura forfetaria del regime.
Un istituto orientato alla trasparenza e alla collaborazione
Il Concordato Preventivo Biennale rappresenta un'evoluzione nel rapporto Fisco-contribuente, fondato su elementi di affidabilità, trasparenza e collaborazione. La circolare 18/E funge da guida operativa per gli uffici e da bussola interpretativa per i professionisti, contribuendo a chiarire le modalità di attuazione e gli effetti dell'istituto. In un sistema tributario che tende sempre più verso la compliance cooperativa, il CPB si propone come strumento chiave per semplificare, prevenire il contenzioso e rafforzare la certezza del diritto.
RIFERIMENTI
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