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Nuove assunzioni e vantaggi fiscali: la maggiorazione del costo del lavoro nella riforma IRPEF

·3 min di lettura

di LexUp

Nuove assunzioni e vantaggi fiscali: la maggiorazione del costo del lavoro nella riforma IRPEF

Nuovo incentivo fiscale per chi assume

La circolare n. 1/E del 2025 dà attuazione all'articolo 4 del d.lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, introducendo un'importante agevolazione per i soggetti titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo: una maggiorazione del costo del personale da dedurre ai fini fiscali in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato. L'obiettivo dichiarato è favorire l'occupazione stabile, con un meccanismo che consente di aumentare la deducibilità dei costi relativi ai nuovi assunti, fino al 30% in caso di lavoratori svantaggiati.

Soggetti beneficiari e requisiti

L'agevolazione spetta a imprese individuali, società di persone e capitali, enti commerciali, stabili organizzazioni e anche a professionisti, purché in regime di determinazione analitica del reddito. Restano escluse le imprese in liquidazione e chi applica il regime forfettario o altre modalità non analitiche di determinazione del reddito. Per accedere al beneficio, è necessario aver esercitato l'attività per almeno 365 giorni prima del periodo agevolato (cioè, nel 2023 per chi ha esercizio coincidente con l'anno solare) e non trovarsi in situazioni di crisi o liquidazione.

Il doppio vincolo dell'incremento occupazionale

Il beneficio è subordinato alla verifica di due condizioni: l'aumento dei lavoratori a tempo indeterminato e l'aumento complessivo dei dipendenti (inclusi i contratti a termine) rispetto alla media del periodo precedente. Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte al termine del periodo agevolato. Il calcolo si effettua sulla base del rapporto tra giorni lavorati e giorni dell'anno, con modalità specifiche anche per i contratti part-time, di somministrazione o di apprendistato.

Misure anti-elusione e regole per i gruppi

Per evitare comportamenti elusivi, non sono ammesse al computo le assunzioni che derivano da mere riorganizzazioni societarie (fusioni, scissioni, cessioni, ecc.) o da spostamenti di personale all'interno dello stesso gruppo, se ciò non comporta un reale incremento dell'occupazione. In presenza di gruppi societari, l'incremento occupazionale deve verificarsi sia a livello individuale che di gruppo interno, includendo anche le società collegate o controllate da soggetti residenti all'estero.

Determinazione della maggiorazione

La maggiorazione del 20% si applica sul minore tra il costo effettivo dei nuovi assunti e l'incremento del costo complessivo del personale rispetto all'anno precedente. La base di calcolo è rappresentata dalle voci di bilancio relative al costo del lavoro, individuate secondo i principi contabili applicabili. È prevista una maggiorazione ulteriore del 10% (fino al 30% complessivo) per l'assunzione di lavoratori appartenenti a categorie meritevoli di particolare tutela, individuate dal decreto attuativo. Con questa misura, il legislatore intende offrire un incentivo strutturale e selettivo, volto non solo ad aumentare l'occupazione, ma anche a migliorare la qualità del lavoro, favorendo contratti stabili e inclusivi.

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